• Ecco Yellowstone
  • Uno spettacolo di colori
  • Un susseguirsi di emozioni
  • Delizie per gli occhi
  • Finale a sorpresa
  • Tra ninfee e acque trasparenti
  • Conto alla rovescia
  • INFO POINT

Riferimenti:

ECCO YELLOWSTONE

15 maggio 2011 - Siamo eccitati, oggi è il giorno di Yellowstone. Imbocchiamo l’89, pochi chilometri e ci imbattiamo nel primo segno distintivo del parco più bello e sbalorditivo del mondo: i lavori in corso, all’ordine del giorno d’estate. Ma siamo tutto sommato fortunati, alla fine il ritardo sulla tabella di marcia è solo di un’oretta.

La prima tappa è West Thumb Geyser Basin, dove coloratissime piscine di acqua solfurea calda si alternano a piccoli geyser e vasche di fango ribollente, regalando magnifici contrasti cromatici con il blu del Lago Yellowstone. È solo il primo assaggio di quello che ci aspetta all’Upper Geyser Basin, dove l’Old Faithful erutta vapore sino a 50 metri d’altezza con secolare fedeltà e regolarità; ogni show dura circa 5 minuti e si ripete tra i 50 e i 120 minuti. 
L’area, poco più di 6 km quadrati, è un pullulare di sorgenti calde (dicono ce ne siano più di 600) e di altri geyser (se ne contano 75), anche se con eruzioni meno regolari e frequenti, oltre che più imprevedibili, rispetto all’Old Faithful. Attraverso una passerella in legno, camminiamo per quasi tre ore, ammirandoli quasi tutti: lo spettacolo di colori, grazie anche allo sfondo azzurro di un cielo bellissimo, è impagabile. Siamo estasiati e, dopo un mini-break per un sandwich e un gelato, proseguiamo alla volta del vicino Midway Geyser Basin, dominato dal vero capolavoro di Yellowstone, la Grand Prismatic Spring. Ma il tempo è tiranno, il meteo pure: all’improvviso un grosso nuvolone si forma sulla nostra testa e ci nega il tripudio di colori di questa gigantesca piscina d’acqua bollente. Ci rimettiamo in viaggio per West Yellowstone, dove pernotteremo.

13ª tappa: Signal Mountain Lodge – West Yellowstone (180 km)

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