Dove l'uomo non è mai libero
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10 maggio 2011 - Camminare liberamente per il mondo. Vivere. Dalla notte del 6 aprile 2009 per gli aquilani è diventato difficile. A volte impossibile.
E cosa ci siamo andati a fare noi, per un servizio messo in onda dalla Tv Svizzera Italiana (sul canale La1 della RSI) domenica 10 aprile? Siamo andati a vedere se esiste ancora “la democrazia del camminare”.
Un titolo che ho ripreso da un articolo di qualche anno fa (www.davidesapienza.net/nuovi_scritti.html) dove cercavo di spiegare cosa c’è in pericolo, in quest’epoca, tra i tanti diritti fondamentali. È uno dei cardini della mia filosofia di vita, e della mia poetica di scrittore, la libertà di essere figlio della terra. Libero e indipendente.
Ma se parliamo de l’Aquila, i diritti fondamentali sono sospesi. Basta il film di Sabina Guzzanti, Draquila per capire cosa c’è in gioco.
Dal giorno del terremoto ho tenuto costanti rapporti con l’amico Sandro Cordeschi, il quale ha studiato il nostro percorso dalle acque abruzzesi alle macerie della città. Insieme abbiamo lavorato per superare la tragica attualità e capire qualcosa del futuro che li attende. Anzi, che ci attende. Anzi… che è già qui.
Dopo l’inchiesta di Report, andata in onda su RaiTre domenica 8 maggio, sui (tanti) soldi mai arrivati a L’Aquila dall’industria dei giochi, come previsto dal decreto Abruzzo, noi a L’Aquila ci torniamo con lo scrittore Davide Sapienza e la RSI (Radiotelevisione Svizzera Italiana).
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