• La "civiltà" è alle spalle
  • Come naufraghi
  • Dopo 320 km di canoa
  • Inuvik 735 km
  • Tanta fatica mista a... ghiaccio
  • INFO POINT

Riferimenti:

LA “CIVILTÀ” È ALLE SPALLE
8 giugno 2011 - Tutto inizia a Whitehorse, contrariamente a quanto stabilito prima della partenza. Dopo i primi due giorni di raccolta informazioni e verifica del territorio, ci rendiamo conto che entrare in Alaska con la canoa e le mountain bike non è così semplice. L’agenzia che abbiamo contattato a Dawson City per l’affitto della canoa non ci permette di caricare le bici su una sola imbarcazione e spedirle non è semplice.
Decidiamo così di partire direttamente da Whitehorse caricando le biciclette sulla canoa, qui non fanno alcuna obiezione. Prepariamo tutto il necessario: tenda, fornellino a benzina, cibo sufficiente per 6 giorni, acqua e filtro che ci servirà in seguito, effetti personali e bici adeguatamente smontate, repellente per zanzare, spray irritante in caso di attacco da parte degli orsi e partiamo per la discesa sul fiume Yukon. 

In poco tempo siamo circondati da incredibili paesaggi naturali, la “civiltà” è alle nostre spalle. Il nostro sguardo è catturato dai colori dei boschi di conifere, che delimitano le sponde del fiume, dalle alte rive scoscese erose dallo scorrere delle acque, che formano imponenti anfiteatri naturali, e dal primo incontro con due esemplari di aquile dalla testa bianca, che si alzano in volo sopra di noi. Pagaiamo fino a sera e montiamo il primo campo su un’isola sabbiosa, l’unico inconveniente è che non ci sono alberi per mettere al sicuro il cibo dagli orsi. Ci inventiamo quindi un nascondiglio lontano dalla tenda in mezzo ai cespugli, sperando che questa notte nessun animale selvatico decida di fare “festa” con le nostre borse.
Il giorno successivo entriamo nel lago Laberge, dal quale ci hanno messo in guardia.

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