• Al circolo Polare Artico
  • Il sole di mezzanotte
  • Al traguardo del sogno
  • Tra scoiattoli e grizzly
  • In sintonia con l'ambiente
  • INFO POINT

Riferimenti:

AL CIRCOLO POLARE ARTICO
8 giugno 2011 - Siamo al Circolo e non importa quanto stiamo faticando, l’emozione è più grande della sensazione di disagio. Ha smesso di piovere ed è uscito il sole, potremo proseguire più velocemente non appena la strada si sarà un po’ asciugata. Niente più vegetazione fitta, inizia la tundra, e le nuvole e il cielo sembrano più vicini. Hanno una prospettiva diversa dovuta alla latitudine a cui ci troviamo. Pur con difficoltà, terminiamo la tappa, è ormai sera. Non ci resta che montare il campo e lavare le biciclette nel torrente e sistemarle per il giorno successivo.
Ci dirigiamo sempre più a nord attraverso il Wright Pass, 17 km di salita e 1.000 m di dislivello per raggiungere il confine tra Yukon e North West Territories, dove dobbiamo spostare avanti di un’ora le lancette dell’orologio. Il paesaggio è di una bellezza grandiosa.
È anche l’area di maggior concentrazione di caribù e incontriamo diversi cacciatori. Anche gli orsi grizzly sono particolarmente presenti in questa zona, attirati dall’odore del sangue. I cacciatori scuoiano la loro preda direttamente sul posto, la dividono a pezzi per poterne trasportare il corpo pesante attraverso le ampie distese; spesso abbandonano anche la testa con le possenti corna, a loro non interessa il trofeo, cacciano per necessità e sopravvivenza. In questi territori estremi il caribù è ancora la principale fonte di sostentamento per molti indiani: dall’animale ricavano cibo, pellame per scaldarsi in inverno e attrezzi da lavoro costruiti con i tendini e le ossa.
L’evoluzione ha sicuramente portato anche qui progressi e mezzi migliori, ma le loro tradizioni rimangono vive e attuali. Campeggiamo vicino a Fort McPherson, un piccolo ed essenziale villaggio indiano circondato solo da paludi.

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