Passi sulla Via Francigena
Dall’antico valico di Mons Longobardorum fino a Pontremoli, Aulla e Sarzana, tra borghi medioevali e mulattiere. L’antica via Francigena in Lunigiana in tre tappe -1ª PARTE- Lunigiana, mondo sospeso nel tempo
- Il valico è la porta
- Montelungo, gente sul cammino
- I pensieri delle pietre
- Cavezzana, il bosco intorno
- Il cuore trasparente
- Groppodalosio, un ponte per il medioevo
- Pontetremoli, la discesa in città
- Prima tappa
- INFO POINT
Riferimenti:
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LUNIGIANA, MONDO SOSPESO NEL TEMPO
5 luglio 2011 - Antica terra di castelli, pievi romaniche e misteriosi idoli di pietra.
Gente schietta, ospitale e ferma, anch’essa antica in qualche modo.
Un angolo di Toscana sospeso tra un passato affascinante e un presente da riscoprire, dove sentieri millenari conducono il viandante tra borghi medioevali, verdi pascoli e boschi di faggio e castagno. Questa è la Lunigiana, un grande anfiteatro naturale tra l’Appennino e il mare, vestito nei mesi caldi di un verde straripante, in autunno di infinite sfumature di rosso e a dicembre, pudico, di un candido scialle di neve immacolata.
I valichi che si aprono tra le balze della catena appenninica hanno reso questo territorio un intreccio di strade percorse fin dalla lontana preistoria da una moltitudine di persone; tra queste, dal passo della Cisa, ne entra in Lunigiana una tra le più importanti ed antiche d’Europa: la Via Francigena.
Anticamente chiamata Via Francesca o Romea ha origine nel VI secolo, quando i Longobardi scelsero la strada di Monte Bardone, Mons Langobardorum, per scendere in Tuscia dalla capitale Pavia. Fu in seguito che, con l’ascesa dei Franchi di Carlomagno, il percorso venne ampliato in direzione della Francia, prendendo l’attuale nome di Via Francigena (dei francesi) e iniziando ad affermarsi come principale via di comunicazione tra Canterbury e Roma.
Seguiremo in tre giorni questa antica via di comunicazione e pellegrinaggio, aiutandoci con il documento più importante pervenuto ai nostri giorni: il diario di Sigerìco, che nel 990 intraprese il viaggio verso Roma per ricevere il pallio che lo avrebbe consacrato Arcivescovo di Canterbury.




