Passi sulla Via Francigena
Dall’antico valico di Mons Longobardorum fino a Pontremoli, Aulla e Sarzana tra borghi medioevali e mulattiere. L’antica via Francigena in Lunigiana in tre tappe (2ª PARTE)- All'ombra dei castelli
- Pontremoli, la città di pietra
- I sentieri tra i borghi
- La storia sulla strada
- Da Virgoletta a Fornoli, le tracce del passato
- La Chiesaccia, tesoro nascosto
- Aulla e S. Caprasio
- Seconda tappa
- INFO POINT
Riferimenti:
- Stampa l'intero articolo
-
Condividi su:
-
ALL’OMBRA DEI CASTELLI
5 luglio 2011 - Da Pontremoli inizia la nostra seconda tappa. Fino ad Aulla sarà prevalentemente il corso del fiume Magra a guidarci, ne avvertiremo la presenza camminando su antiche mulattiere e tratti di strada asfaltata. Nonostante le apparenze, la Francigena si snoda in profonda simbiosi con il territorio, che al di là della presenza della statale con le sue arterie non si discosta molto da come doveva apparire agli occhi del pellegrino dell’anno Mille. Il paesaggio è ancora ammantato di antiche vesti medioevali, fatte di natura rigogliosa e borghi all’ombra dei castelli.
Per la sua importanza strategica, la Lunigiana è sempre stata una terra da difendere, è per questo che più di ogni cosa sono i castelli, le rocche e i borghi fortificati a caratterizzarne gli orizzonti; se ne contano ancora alcune decine ma in epoca feudale, quando la lotta tra i piccoli feudi fu incessante, erano circa centosessanta. Con i pellegrini che percorrevano in questo contesto la via Francigena fu inevitabile la nascita di numerosi edifici per l’accoglienza, chiamati ospitali, che sorgevano da Berceto fino all’antico porto di Luni. Al di là di qualche rara eccezione il tempo ne ha cancellato ormai quasi ogni traccia, ma ancora oggi i loro nomi suggestivi restano fascinose testimonianze di un passato intriso di storia, fervore e difficoltà.
La via Francigena dunque, in questo tratto, ritrova un mondo che non c’è più; il viandante per ogni passo avanti sul cammino ne compie uno all’indietro nel tempo, tra le atmosfere uniche dei borghi fortificati e dei castelli, contornati da una natura indomita, che così fortemente rimandano al Medioevo. Lasciando il convento dei frati cappuccini di Pontremoli, mi preparo a raccogliere queste mute testimonianze di pietra, ancora vive per chi ha tempo di ascoltarle.




