A lot can happen in the middle of nowhere (Molte cose possono succedere nel bel mezzo del nulla). Questa frase apre il film Fargo, scritto e girato nel 1996 dai registi americani Joel e Ethan Coen. Una commedia nera in cui le atmosfere fredde e innevate di una cittadina del Nord Dakota fanno da contrappunto a una vicenda di rapimenti ed efferati omicidi, mentre l'inverno continua a scorrere silenzioso e candido. Questi paesaggi glaciali e immobili che incorniciano l'apparente normalità e tranquillità della vita di provincia sono stati l'ispirazione per quattro giovani fotografi italiani, che nella primavera del 2010 hanno deciso di mettere in comune passione per il viaggio ed amore per la fotografia intraprendendo un tour della Scandinavia che ha risalito Danimarca e Norvegia fino a toccare il Circolo Polare Artico e attraversando poi da Nord a Sud la Svezia fino a Stoccolma.
Strumento di lavoro comune a tutti e quattro gli artisti, la famosa macchina fotografica a pellicola autosviluppante Polaroid. Una scelta “vintage” che da un lato imbeve ogni scatto di un alone misterioso, quasi surreale, e dall’altro risulta ideale per catturare l'immediatezza di squarci di paesaggio, di interni, gesti e volti sconosciuti che immediatamente diventano familiari. Gabriele Chiapparini, Andrea Colombo, bolognesi rispettivamente di 29 e 27 anni, Anna Morosini, ventireenne di Foligno ed Elena Vaninetti, studentessa venticinquenne di Milano, sono tutti fotografi innamorati del mondo Polaroid. «Un mezzo unico, creativo, imprevedibile, romantico e assolutamente retrò. Una scelta controcorrente nell'era del digitale imperante» spiega Elena.
Polaroid sotto zero Progetto Fourlines: più di 1.800 scatti e migliaia di chilometri per un suggestivo tour in Scandinavia
Foto: G. Chiapparini, A. Colombo, A. Morosini, E. Vaninetti



