Passi sulla Via Francigena
Dall’antico valico di Mons Longobardorum fino a Pontremoli, Aulla e Sarzana tra borghi medioevali e mulattiere. L’antica via Francigena in Lunigiana in tre tappe (3ª ed ultima PARTE)- La variante montana
- Strade nel bosco
- Bibola e Vecchietto
- Le quattro strade
- Ponzano e il Castello della Brina
- Sarzana, la meta
- Tre giorni speciali
- Terza tappa
- INFO POINT
Riferimenti:
- Stampa l'intero articolo
-
Condividi su:
-
LA VARIANTE MONTANA
5 luglio 2011 - Con la terza tappa si conclude il nostro cammino sulla Via Francigena in Lunigiana: da Aulla a Sarzana percorreremo la “variante montana”, abbandonando il percorso originale di Sigerìco che seguì invece il fiume Magra fino all’antico porto di Luni.
Oggi della città di Luni (e del suo porto) non restano che poche rovine, tutto il resto è scomparso, seguendo un declino veloce e inesorabile dovuto al progressivo impaludimento della zona e ai saccheggi pirateschi. Ma questo non è l’unico motivo per cambiare strada; il nostro itinerario, seppur rappresentando una variante di quello originale, si affermò già in epoca medioevale e venne usato nel 1191 da Filippo re di Francia di ritorno dalla terza crociata.
La variante montana della Via Francigena era considerata più sicura, sia per evitare i frequenti assalti dei briganti a fondovalle sia per le condizioni naturali meno pericolose, soprattutto durante la stagione delle piene del Magra. Inoltre, questi sentieri erano battuti quasi esclusivamente da viandanti e pellegrini, dato che i mercanti preferivano il percorso principale lungo il fiume fino all’importante mercato di Santo Stefano Magra.
Senz’altro più affine allo spirito del nostro viaggio, scegliamo quindi questa via riservata, memoria di antichi pellegrinaggi, che sale sul crinale del monte Grosso, tra antichi borghi e ostinati ruderi di castelli, per poi discendere fino alla bella città di Sarzana. Ancora una volta cammineremo dove valli e montagne lunigianesi creano un mondo in cui natura e storia si coniugano in un modo incredibilmente armonioso, dove la presenza dell’uomo nei secoli non ha modificato il paesaggio, ma se mai, lo ha intriso del fascino austero di antiche mura.




