Campiglio, Dolomiti di Brenta e Rifugio Maria e Alberto ai Brentei @Fototeca Trentino Marketing Spa - foto di Pio Geminiani

L’autunno trentino inizia a tavola. Fino a domenica prossima, 2 ottobre, quarantuno rifugi incastonati nelle splendide Dolomiti rimarranno aperti. Occasione unica per assaporare le prelibatezze di questo territorio: dalle cime, spruzzate dalla prima neve, ai pascoli, ancora verdi, al cielo blu notte illuminato da migliaia di stelle, alle specialità enogastronomiche. Tutte in una volta grazie a “I rifugi del gusto”, questo il nome dell’iniziativa che, alla seconda edizione, è dedicata a chi, come si legge sul volantino, “alle 5 stelle ne preferisce 5.000”.
Li hanno definiti “sentinelle del territorio”, situati come sono ai piedi delle vette o agli incroci delle principali vie alpinistiche, ma è il loro stesso nome – rifugio – a tracciare identikit e segni particolari. Questione di accoglienza, di atmosfera. Così scambiare quattro chiacchiere con chi si incontra per la prima volta diventa facile, spontaneo. Fermarsi la notte – tutti i rifugi si sono attrezzati per offrire agli amanti della montagna ambienti accoglienti – una “cosa da provare” perché «svegliarsi la mattina abbracciati da un panorama così mette in pace con se stessi e con il mondo» affermano i gestori, tutti alpinisti esperti, pronti a raccontare storie e leggende, a presentarvi una a una le cime da cui sono circondati.
Familiarità ed entusiasmo, ovviamente, sono di casa anche in cucina. E in occasione de “I rifugi del gusto”, gli chef delle quarantuno strutture che hanno aderito all’iniziativa hanno fatto loro, rielaborandole con fantasia e personalità, le ricette dei piatti della tradizione trentina di Rinaldo Dalsasso, collega di fama nazionale.
 

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