• Per le vie del centro
  • Il comandante abbandonato
  • Indovina chi viene a cena
  • E poi è festa!
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PER LE VIE DEL CENTRO
29 settembre 2011 - All’alba l’umidità che sale dalla Sava e dal Danubio avvolge la zona della città più vicina al fiume, dove pernotto insieme ai miei compagni di viaggio. Le nostre orecchie sono sensibilmente provate dai suoni - oltre i decibel consentiti agli umani - della musica pop serba e turbo-folk. Stanchi ma felici, raggiungiamo l’albergo, certi di avere rispettato la consolidata tradizione che a Belgrado non si va a dormire prima dell’alba!
… E non ci si sveglia troppo tardi, almeno per quanto mi riguarda. Non sono passate molte ore quando mi ritrovo a camminare di nuovo per le vie della “città bianca” (questa è la traduzione di Belgrado dal serbo). Percorro il centro storico sulla Kneza Mihailova, la via principale dello struscio, e mi avvio a passo molto lento e da totale sfaccendato fino alla cittadella fortificata di Kalemegdan. Il percorso è un continuo di caffè e di bancarelle allestite da venditori di storici cimeli della ex-Jugoslavia comunista, della seconda guerra mondiale e di effigi del comandante Tito, o in alternativa di bandiere e stendardi della famosa squadra di calcio cittadina: la Stella Rossa di Belgrado.
Dalla cittadella di Kalemegdan a picco sul Danubio si gode un bel panorama della città con i suoi ponti sul Danubio, che proprio qui riceve le acque della Sava, mentre sullo sfondo si intravedono i grigi palazzoni socialisti e i più recenti grattacieli di Novi Beograd. Raggiunto in centro dagli amici italiani e serbi, decidiamo di visitare il mausoleo dedicato a Josip Broz Tito; è in un quartiere più periferico, nei pressi dello stadio del Partizan Beograd, antagonista della più blasonata Stella Rossa, in un quartiere piuttosto elegante, silenzioso e pieno di verde, ideale rifugio della Belgrado che “conta”.
 

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