• Nella terra della "teranga"
  • Sull'acqua
  • Una casetta in baobab
  • I love shopping
  • La regina e i coloni
  • Su e giù da Dakar
  • Figli di un Dio diverso
  • INFO POINT

Riferimenti:

NELLA TERRA DELLA “TERANGA”
1 marzo 2011 - Scordatevi l’Africa dei safari, qui di animali se ne vedono pochi. Questo è un viaggio di dieci giorni tra villaggi e tribù del Senegal, nella terra della “teranga”, dell’ospitalità. Dove è facile sedersi in un ristorante di città o attorno al fuoco in un villaggio e assaporare una gustosa orata al forno o un saporito pollo con cipolle stufate e con riso bianco come pane, conversando con la gente del posto. La giornata scorre lenta, non si insegue la vita, la si vive. Profumi e sapori che il mio io stenta a riconoscere, ma che fa di nuovo suoi con una velocità disarmante. E allora diventa naturale perdersi nei colori degli abiti e nella regalità di gioielli e sculture o trascorrere un intero pomeriggio a cucinare il miglio seguendo la migliore ricetta senegalese. Senza fretta.
Così Dakar è l’ultimo baluardo del caos urbano, che ti stringe la mano con le sue strade animate e trafficate, i suoi mercati e la sua vita notturna. Che notturna lo è davvero: dai locali dove suonano musica senegalese, capace di regalare ritmi di afro-jazz, afro-cubana ma anche hip hop, non esce un suono fino all’una di notte!
Un giro al mercato Sandaga, grande e variopinto mosaico di frutta, spezie, cereali, stoffe, bracciali e amuleti, è d’obbligo, ma senza spendere. Lì vige una legge molto antica e mai scritta: il turista deve essere spellato! Meglio fare qualche passo in più e raggiungere il mercato di HLM (quando chiedete, pronunciate: ascelem), dove difficilmente arrivano i turisti, dissetante oasi di tessuti e prodotti artigianali africani e senegalesi a prezzi ragionevoli. Un’unica avvertenza… per l’uso: occhio al portafogli!

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