• Non un semplice acquario
  • Dentro il piccolo paradiso
  • A voi la scelta
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NON UN SEMPLICE ACQUARIO
21 ottobre 2011 - Quando noi italiani sentiamo pronunciare la parola acquario, la nostra mente va quasi sicuramente a Genova. Anche fuori dai nostri confini, però, si possono trovare parchi marini di altrettanto valore. Uno di questi è l’Oceanogràfic di Valencia, fiore all’occhiello della Ciudad de las Artes y las Ciencias, lo spettacolare complesso architettonico che, ideato dagli architetti Santiago Calatrava e Felix Candela, è stato inaugurato nel 1998.
La location, mozzafiato, merita di essere visitata anche solo dall’esterno. Per questo il consiglio è quello di raggiungere l’Oceanogràfic a piedi partendo dal Palazzo della Musica. Una passeggiata di venti minuti in mezzo al letto del fiume Turia, prosciugato negli anni ’60 per far spazio a una serie di bellissimi giardini chiamati proprio “Jardines del Turia”.
Così tra piante, fontane e piste di skateboard si arriverà alla Città della Scienza, incontrando uno dopo l’altro i suoi edifici principali: il Palau de les Arts Reina Sofia, il cinema Imax Hemisferic, l’Umbracle con la sua passeggiata panoramica, il Museo della Scienza, l’Agora, che ospita gli Open di tennis, e infine proprio l’Oceanogràfic. Cinque costruzioni che lasciano davvero a bocca aperta: più che a Valencia sembra di essere in una città di Star Wars. A rendere ancora più chiaro il concetto arriva il commento di un bambino che, riferendosi ai palazzi, senza esitazione, esclama: «Sembrano costruiti dagli alieni».
Passare dal centro storico, dove domina la religiosa cattedrale dedicata all’Assunzione di Maria nel 1238, alla Ciudad de las Artes y las Ciencias è un salto piuttosto lungo, ma anche questo è il bello di Valencia.
 

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