Sguardo curioso, oratoria ricca e appassionata, intraprendenza e un amore passionale per la propria città. Tutto questo ha portato Alessandro Gulinati, ferrarese, una solida formazione storica alle spalle, a “reinventarsi” il lavoro della guida turistica: un mestiere necessario alla valorizzazione di tutte quelle città italiane che come Ferrara sono colme tanto di tesori artistici, ritratti da migliaia di cartoline, quanto di capolavori sconosciuti o in rovina, nascosti dietro ad antichi portoni.
Nelle grigie domeniche autunnali o nelle afose sere d’estate, non è raro incrociarlo a capo di un folto gruppo di ciclisti e vederli sfrecciare fra i vicoli medievali della città, o sulla piazza Trento Trieste, magari trascurando il Duomo o il Castello Estense per fermarsi accanto a torri, statue, lapidi o portoni di residenze private: luoghi e dettagli spesso sconosciuti ai turisti e poco famigliari anche ai ferraresi doc. Per questo il pubblico di Alessandro è composto da ospiti della città estense, ma anche da moltissimi concittadini: ogni “passeggiata culturale” è diversa dalle altre, perché i percorsi tematici si ispirano a libri di scrittori ferraresi, inquadrano particolari momenti storici, attraversano i secoli da diversi punti di vista. Il territorio della città all’interno delle sue mura non è molto esteso, e per questo i diversi percorsi si incrociano e in parte si sovrappongono: ogni angolo, ogni strada ha più e più storie da raccontare. Allo stesso tempo, ogni itinerario stabilito può improvvisamente deviare, perché ogni angolo della città suggerisce nuovi aneddoti e retroscena riscoperti tanto fra i libri e gli archivi storici quanto fra i racconti degli anziani.
Ferrara nascosta Inedite passeggiate culturali nella città emiliana
Foto: Iacopo Incerpi


