La Calunnia, Sandro Botticelli

La storia recente, si sa, ha radici lontane. E per comprenderne appieno
i meccanismi e le cause ci si rivolge a esperti eccellenti.
Così a Firenze, nell’impareggiabile cornice di Palazzo Strozzi, si può vedere
la mostra Denaro e Bellezza. I Banchieri, Botticelli e il rogo delle vanità
allestita da un’eccellente equipe di storici. 

Il viaggio è entusiasmante, si può curiosare dentro le vite dei nobili, dei commercianti e degli usurai fiorentini; e maestri del calibro di Botticelli, Pollaiolo, Della Robbia e i Fiamminghi raccontano, in un percorso suddiviso in otto tappe, il fiorire del moderno sistema bancario. Più attuale di così!
1. Il fiorino immagine di Firenze nel mondo
Nel 1237 nacque la Zecca di Firenze, che coniò nel 1252 il fiorino d’oro, pari a 20 soldi (o una lira). Moneta in oro puro a 24 carati del peso di 3,53 g, oggi verrebbe a costare 110 euro o 150 dollari. Alla fine del secolo era già in uso in tutta Europa, non solo come moneta reale ma anche come valuta di conto.
2. Tutto è monetizzabile
Lo straordinario vantaggio del denaro è che consente di accumulare ricchezza per poi dividerla e usarla a piacimento. Lo svantaggio è che ogni prodotto e servizio assume un valore unitario. Il disagio era tanto maggiore in un periodo in cui le differenze sociali erano viste come un riflesso del volere di Dio. Nella Firenze del ’300, in molti lamentavano come il denaro potesse permettere ai più volgari di ambire a un ceto superiore o perfino mandarli «en paradiso». Il libero uso del denaro minacciava sia lo status quo sia la metafisica cristiana.

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