Sicilia, buon pranzu
Un viaggio tra sapori, odori e tradizioni che si perdono tra storia e leggenda. Per scoprire che sulle tavole delle diverse province siciliane si servono piatti dal nome identico ma dalla ricetta differente. Prima tappa: Messina- Tra tradizioni e sapori
- Maremonti
- Massaie, chef e dolci
- Messina terra epica
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- Altre portate
- Un finale dolcissimo
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TRA TRADIZIONI E SAPORI
10 gennaio 2012 - La cucina siciliana è un vero e proprio invito al viaggio (e una garanzia di mitico ricordo, una volta a casa), alla scoperta della raffinatezza e del barocchismo della cucina baronale contrapposti alla semplicità e alla genuinità di quella popolare. La tradizione marinara “si scontra” con quella contadina, le ricette casalinghe con il cibo di strada.
La cucina di questa terra ha vissuto momenti di splendore in epoche diverse ed è riuscita ad elevarsi a vera e propria cultura del cibo, reinterpretando ogni volta il patrimonio gastronomico importato; le esperienze stesse degli invasori si sono adattate alle produzioni del posto e agli ingredienti del luogo, le ricette e i modi di cucinare sono stati riproposti seguendo le preferenze del popolo siciliano. Si è così assistito, durante tutti i vari periodi di dominazione, da parte di popoli e culture diverse, a un vero e proprio “collage” di usi, costumi e tradizioni, che non sono andate a sostituire, bensì ad aggiungersi a quelle già esistenti nell’isola, in modo da costituire un vero e proprio patrimonio di cultura gastronomica.
Le cotture alla griglia e l’uso dell’origano, dell’aglio e delle olive sono, ad esempio, riconducibili facilmente ai Greci. Archestrato stesso, poeta greco del IV Secolo a.C., scrive della piacevolezza che dà il tonno arrostito e insaporito con il “Salmoriglio”. L’apporto gastronomico degli Arabi, che stabilirono il dominio dell’isola nel IX secolo fino all’anno 1000, si nota nell’enorme sviluppo agricolo con introduzione di nuove colture, come la canna da zucchero, gli agrumi, il riso e la frutta secca.




