Di 6.000 metri quadri è all’incirca l’area stradale riconvertita per realizzare lo spazio laboratoristico (e non il museo, come i responsabili tengono, a ragione, a precisare) de Le gallerie. Nome enigmatico, penserete. Nient’affatto, essenziale, semmai. Le gallerie non sono altro che - ebbene sì - due gallerie autostradali, che hanno perso la loro originaria funzione nel 2008, quando sono state sostituite da altrettanti tunnel poco lontani. Si trovano nel quartiere di Piedicastello, a Trento, e fino a qualche anno fa lo troncavano di netto dividendo, senza tanti complimenti, la piazza principale dalla chiesa di S. Apollinare. Interessate poi da un imponente (e quanto mai necessario) progetto di riqualificazione, sono diventate improvvisamente deserte quando hanno smesso di essere dei tunnel autostradali.
Da lì all’intervento della Fondazione Museo Storico del Trentino il passo è stato breve, e il 19 agosto 2008 Le Gallerie (una bianca e una nera, anche l’occhio vuole la sua parte) sono state inaugurate con una grande mostra sulla storia della Prima Guerra Mondiale, narrata da persone comuni e dalla cultura che le circondava. A questa è seguita Storicamente ABC, una mostra panoramica sulla storia del Trentino.
E ora, il Ritorno sul Don. Sembra il titolo di un film russo anni ‘30, invece è il titolo dell’ultima mostra allestita: aperta fino a settembre, vede la cooperazione di istituzioni italiane e non, quali, tra le altre, il Museo storico nazionale della guerra di Rovereto e l’Università statale agraria di Voronezh.



