Appointments - fino al 3 giugno, Pittura Americana del XX secolo: da Hopper a Warhol

Una mostra-rassegna importante celebra, a San Marino, l’arte americana del XX secolo. Nomi noti e meno noti si susseguono in un incalzante viaggio dentro la cultura post moderna del “secolo breve”.
Ai blocchi di partenza non possiamo che trovare l’iperrealismo di Edward Hopper da un lato e di Thomas Hart Benton dall’altro, che si sintetizza nella particolare esperienza di Giorgia O’Keeffe. A questa prima fase succede quella, indimenticabile, della grande astrazione americana degli anni Cinquanta. Da una parte l’arte gestuale e dall’altra quella in cui il colore diventa assoluto protagonista e si distende libero indicando il senso della costruzione e della forma. Nel primo gruppo si annoverano: Jackson Pollock, Franz Kline, Willem de Kooning e Arshile Gorky. Il colore invece è espresso da Mark Rothko, Sam Francis e Morris Louis, che da diversi punti di vista insistono sulla meraviglia di una tessitura che si fa incanto, prospettiva e molto spesso silenzio.
Nel vorticoso paesaggio dell’arte d’oltreoceano non può mancare una sosta attorno all’esperienza della Pop Art: Andy Warhol e Roy Lichtenstein.
La carrellata americana si chiude con l’omaggio, attraverso due quadri, al pittore che maggiormente rappresenta lo straordinario realismo di Hopper: si tratta di Andrew Wyeth, le cui facciate di case di provincia bianchissime nella luce del sole o i cui interni preda di un sospeso vento calmo sono la quintessenza della visione ancora eroica della pittura. L'ultima tela è dedicata invece a Keith Haring, forse il più celebrato artista americano degli ultimi decenni.

Genere: mostra
Dove: Repubblica di San Marino
Palazzo SUMS
Quando: 21 gennaio -3 giugno
Orari: 10.00-18.00 (dal lunedì al venerdì). 10.00-19.00 (sabato e domenica)
Info: www.lineadombra.it
 

Appointments - fino all’1 aprile, Milano: Da Zero a Cento, le nuove età della vita. Arte e scienza due occhi su noi stessi

La mostra si propone di indagare come sia cambiata la condizione umana nelle varie età della vita rispetto al secolo scorso. Due gli strumenti di indagine utilizzati: scienza e arte, che pur sembrando agli antipodi si completano vicendevolmente.
L’indagine, che ha dato l’input alla mostra, si propone di segnalare le possibilità per migliorare ciò che l’uomo è stato in grado di raggiungere finora. I sei ambiti espositivi, uno per ogni età dell’esistenza umana, mettono a confronto le scoperte della scienza con le opere d’arte. Il percorso si apre all’insegna dei cento scatti fotografici di Hans Peter Feldmann, che mostrano lo svolgersi della vita ritraendo persone diverse e mettendo in scena il dialogo tra condizione umana in senso lato e le storie dei singoli: l’infanzia, caratterizzata da un forte processo educativo e dal gioco; l’adolescenza, fase turbolenta della vita e scoperta di se stessi; il delinearsi di nuovi tipi di relazione si presenta in età più adulta, momento nel quale si fa strada la scelta del partner e la formazione di una nuova famiglia; la maturità, fase complessa che vede la realizzazione dei propri progetti ma anche l’avvicinarsi della vecchiaia; e infine la vecchiaia, con il pensiero della morte incalzante e varie interpretazioni come quello dell’amore fisico.
Gli exhibit scientifici evidenziano quanto la condizione sociale e l’educazione influenzino il nascituro e la sua esistenza, come coltivare il cervello o come l’adolescenza sia un’età di straordinaria plasticità, e ancora segnalano i segreti di una “buona manutenzione” del capitale biologico e alcune curiosità in merito agli uomini del futuro.
Si può sperimentare di persona, con il test di Raven, la crescita del proprio quoziente intellettivo rispetto agli antenati oppure con un’altra semplice prova calcolare il tessuto adiposo del girovita e stabilire se siamo a rischio di malattie cardiovascolari.
Collegati al tema della mostra, la Fondazione Marino Golinelli organizza alcuni convegni sul tema delle età dell’uomo: quando inizia e finisce la vita (6 marzo); le età del cervello (13 marzo); le età digitali (20 marzo).

Genere: mostra
Dove: MILANO
Triennale
via Alemagna 6
Quando: 21 febbraio – 1 aprile
Orari: 10.30-20.30 (da martedì a domenica). 10.30-23.00 (giovedì)
Info: www.dazeroacentolamostra.it

 

Appointments - fino al 3 giugno, Rimini: da Veermer a Kandinsky

A Rimini possiamo assistere a una splendida lezione di storia dell’arte: nella gloriosa cornice di Castel Sismondo abbiamo la possibilità di vedere tutte insieme opere che altrimenti troveremmo solo sui libri. La rocca, progettata alla metà del quattrocento da Filippo Brunelleschi, ospita una straordinaria carrellata di quadri che dal XV secolo arrivano fino al XX mostrando gli artisti più noti e conosciuti.
Il percorso si organizza in otto spazi: Pittura a Venezia nel Quattrocento, Pittura in Italia nel Cinquecento e nel Seicento, Pittura a Venezia nel Settecento, El siglo de oro in Spagna, Golden Age in Olanda, Pittura in Inghilterra tra Settecento e Ottocento, Impressionismo e Pittura del XX secolo in Europa.
Di ognuna delle principali nazioni che hanno dato lustro alla storia dell’arte è stato scelto il secolo, o i secoli, di maggiore gloria, e all’interno di quel secolo, specialmente per l’Italia, la realtà “regionale” maggiormente rappresentativa. Maestri assoluti della pittura, e siccome segnalarli tutti è impossibile, diamo solo qualche esempio.
Per la stagione della pittura veneziana del Cinquecento: Tiziano, Veronese, Lotto, Tintoretto, opere che documentano il classicismo di Annibale Carracci e le declinazioni personali di Guercino, Mattia Preti, Guido Reni, Luca Giordano, di seguito Tiepolo, Guardi e i grandi vedutisti. Per la Spagna e il suo “El siglo de Oro”: Velázquez, Murillo, El Greco, Ribera e Zurbarán. “La Golden Age in Olanda” vede protagonista Vermeer, Van Dick e Van Honthorst. Paesaggi, atmosfere e ritratti ci accompagnano nella sezione dedicata a “La pittura in Inghilterra tra Settecento e Ottocento”, firmati da Hogarth, Turner, Constable, Reynolds e Gainsborough. “L’età dell’Impressionismo” è documentata da Manet, Monet, Degas, Renoir, Sisley e Pissarro. Il gran finale con la “Pittura del XX secolo in Europa”: Matisse, Picasso, Mondrian, Bacon, Morandi e naturalmente Kandinsky.

Genere: mostra
Dove: RIMINI
Castel Sismondo
via Luigi Poletti
Quando: 21 gennaio - 3 giugno
Orari: 10.00-19.00 (tutti i giorni)
Info: www.lineadombra.it
 

Appointments - fino al 15 aprile, a Genova: Van Gogh e il viaggio di Gauguin

Il cuore della mostra di Palazzo Ducale a Genova è il Viaggio, inteso sia come allontanamento fisico dalla dimora abituale sia come viaggio interiore alla ricerca di se stessi. Chi, meglio di Van Gogh e Gauguin, può rappresentare questo concetto?
Il genio assoluto dell’artista olandese è il cuore pulsante dell’esposizione. Sono presenti trentacinque opere che raccontano il suo “viaggio” verso la calda luce mediterranea della Francia del sud.
Il percorso si articola in tre sezioni. La prima è dedicata alla pittura americana del XIX secolo, vera e propria esplorazione di territori sconosciuti: Edwin Church, il pittore dell’Est, Albert Bierstadt, il pittore dell’Ovest, Edward Hopper, colui che ha saputo isolare il senso del viaggio nella provincia americana, e ancora Mark Rothko, per uno dei percorsi nell’interiorità più straordinari che la storia della pittura ricordi. La seconda è “riservata” interamente a Van Gogh, mentre l’ultima pone al centro la pittura europea: il viaggio verso l’infinito di Friedrich, William Turner che trova espressione nella fusione degli elementi primordiali, Claude Monet che sarà nel recinto protetto del “suo” giardino di Giverny, alla scoperta delle vibrazioni della luce nella fioritura delle ninfee, e Wassily Kandinsky con la sua armonia nel caos quotidiano. Infine, il viaggiatore per eccellenza, dalla Francia ad Haiti: Paul Gauguin, rappresentato dal suo capolavoro Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?, una profonda indagine al centro delle domande esistenziali di ciascun uomo.

Genere: mostra
Dove: GENOVA
Palazzo Ducale
Quando: 12 novembre 2011-15 aprile 2012
Orario: 9.00-19.00 (da lunedì a venerdì); 9.00-20.00 (sabato e domenica). 10.00-20.00 (da gennaio 2012). Chiuso 24, 25 e 31 dicembre 2011
Info: www.lineadombra.it

 

Appointments - fino al 22 aprile, Saragozza (Spagna): Andy Warhol. Portraits

È stata inaugurata lo scorso 26 gennaio, ma c’è tempo fino al 22 aprile per visitare una mostra che traccia la vita di un artista che ha fatto la storia. Decade dopo decade, il visitatore può ammirare l’evoluzione di un bambino come tanti che negli anni è diventato il Warhol di fama internazionale, il ritrattista delle star o ancora il “Mida” dei barattoli delle zuppe “Campbell”.
Ben 99 opere sapientemente unite secondo il fil rouge della ricostruzione storica: una sorta di biografia della sua arte e della sua identità. Tutte provenienti dal museo di Pittsburgh dedicato al padre della pop art, finalmente approdano per la prima volta in Europa. La mostra Portraits, infatti, ha esordito nella primavera del 2010 nel celebre museo statunitense, ma ha deciso di soddisfare la curiosità degli appassionati del Vecchio Continente, proponendo persino alcuni inediti.
Prima tappa, dunque, a Saragozza (Spagna), presso la sala espositiva Ibercaja Patio dell’Infanta, dove a farla da protagonisti sono disegni, stampe, dipinti e fotografie che l’artista ha realizzato dagli anni 40 fino agli ultimi anni della sua vita. Dai primi scarabocchi ai progetti commerciali, dai primi ritratti abbozzati con i colori alle celebri raffigurazioni di personaggi del calibro di Liza Minelli, Stallone, Schwarzenegger, Capote.
I ritratti che tanto l’hanno consacrato restano in primo piano, ma non meno trascurabili sono le fotografie che immortalano momenti di quotidianità dell’infanzia di Warhol. Scatti rubati dagli album di famiglia che rivelano il lato più autentico e genuino di un eterno bambino.

Sono stati organizzati anche workshop e visite guidate per carpire tutti i segreti di un genio dell’arte.
 Un appuntamento a cui non si può dar buca… Andale andale!

Genere: mostra
Dove: SARAGOZZA (SPAGNA)
Sala Esposizioni Ibercaja Patio dell’Infanta
Calle San Ignacio Loyola 16
Quando: 26 gennaio-22 aprile
Info:  www.spain.info - Tel.: +34 976767845

 

Appointments - fino al 29 aprile, a Roma: Steve McCurry

"Perché già il solo viaggiare e approfondire la conoscenza di culture diverse, mi procura gioia e mi dà una carica inesauribile".
Steve McCurry

Se quello che cercate è un’emozione vera, che smuova dal profondo le corde dell’anima, allora non potete perdere la mostra che ha preso il via il 3 dicembre scorso al Macro di Roma. Steve McCurry, protagonista indiscusso della fotografia contemporanea, si racconta e ci racconta la sua esperienza attraverso le immagini catturate in giro per il mondo. Duecento fotografie selezionate dal suo vasto repertorio frutto di oltre 30 anni di straordinaria carriera di fotografo e di reporter.
L’allestimento di Fabio Novembre ci restituisce l’umanità vera che trasuda dalle immagini di McCurry, le fotografie non sono associate con criteri spazio-temporali, ma per assonanza di soggetti e di emozioni, creando in questo modo inedite similitudini e impensabili legami che accomunano luoghi e persone seppure a latitudini diverse.
Sono presenti anche gli ultimi lavori (2009-2011) del reporter americano: Thailandia e Birmania con una spettacolare serie di fotografie dedicate al Buddismo, un lavoro inedito su Cuba e, alla fine dell'anno in cui si è festeggiato il 150° anniversario, una selezione delle sue "fotografie italiane", omaggio al Belpaese frutto dei ripetuti soggiorni effettuati proprio nel corso del 2011 in varie città e regioni.

Genere: mostra fotografica
Dove: ROMA
Macro Testaccio
Quando: 3 dicembre 2011 - 29 aprile
Orari: 15.00-23.00 (da martedì a venerdì); 11.00-23.00 (sabato, domenica e festivi). Aperture straordinarie: 9 e 23 aprile
Info: www.stevemccurryroma.it

 

Appointments - fino al 29 aprile, a Roma: Guercino 1591 - 1666. Capolavori da Cento e da Roma

La rinnovata cornice di Palazzo Barberini a Roma ospita 36 capolavori di Francesco Barbieri, detto il Guercino, uno dei maggiori protagonisti del Seicento italiano. L’esposizione, composta da opere conservate nei musei e nelle collezioni di Roma e di Cento (FE), offre la possibilità di gettare uno sguardo d’insieme sull’opera del maestro emiliano: trentasei tele che coprono tutto l’arco cronologico del suo lungo percorso artistico facendone emergere l’esuberante talento. Viene messa in luce l’evoluzione pittorica dell’artista, partendo dai primi dipinti, che riflettono l’influsso di alcune importanti fonti dell’arte ferrarese, fino alla produzione più legata allo stile e alle idee derivate da Ludovico Carracci.
Nel 1621 il pittore venne chiamato a Roma dal papa bolognese Gregorio XV Ludovisi, il quale, insieme al nipote, il cardinale Ludovico, divenne il suo principale mecenate. La decorazione del Casino Ludovisi, edificio con giardino nella zona del Pincio, è probabilmente la prima opera in ordine di tempo eseguita da Guercino a Roma; qui il pittore raffigurò nella volta della sala principale al pian terreno l’Aurora, definita la più sorprendente tra le numerose versioni del soggetto dipinte nella pittura italiana.
L’improvvisa morte del papa nel 1623 e la consapevolezza di aver perso il suo principale mecenate e protettore furono alla base del ritorno di Guercino a Cento. In patria il pittore eseguì alcuni quadri richiesti da illustri committenti romani, ancora oggi conservati nella città papale, riconducibili al periodo di transizione (1623-1634) che segue il rientro in Emilia.
Gli anni della maturità dell’artista sono invece caratterizzati - soprattutto dopo la morte di Guido Reni, avvenuta nel 1642 - da una rinnovata attenzione ai modi classicisti, in particolare nella gamma cromatica, che diviene tenue e delicata, nella raffinata eleganza formale e in una maggiore chiarezza compositiva.

Genere: mostra
Dove: ROMA
Palazzo Barberini
Quando: 16 dicembre 2011 – 29 aprile
Orari: 9.00-19.00 (da martedì a domenica)
Info: www.mostraguercino.it

 

Appointments - fino al 30 aprile, a Roma: Il genio di Leonardo

In occasione dei festeggiamenti del 50° anniversario dell’Aeroporto Internazionale di Fiumicino, dedicato a Leonardo da Vinci, è stata allestita presso il Terminal 1 una curiosa e interessante mostra dedicata al grande genio del Rinascimento italiano. Per la prima volta sono presentati tutti i 21 modelli di macchine del volo e degli strumenti aeronautici, realizzati in legno, metallo e stoffa, a grandezza naturale.
Tutti sono stati ricavati dai disegni e dai progetti di Leonardo contenuti nei vari Codici e sono corredati da tavole esplicative, pannelli illustrativi e didascalici, touch-screen.
In anteprima mondiale si potrà vedere la macchina denominata “Ornitottero verticale” che, alta ben 12 metri con un’apertura alare di 24 metri, rappresenta l’antesignano del moderno elicottero. Un meraviglioso e curioso viaggio che si addice all’aeroporto che ha scelto questa iniziativa per celebrare, nel modo più degno, il suo compleanno e ha reinterpretato in questo modo il suo essere un moderno non luogo di frontiera.

Genere: mostra
Dove: ROMA
Aeroporto di Fiumicino, Terminal 1
Quando: 12 ottobre 2011 - 30 aprile 2012
Note: ingresso gratuito


 

Appointments - fino al 6 maggio, Roma: Henri Cartier-Bresson Immagini e Parole

Fotografie, quindi immagini, emozioni immediate che dalla retina del nostro occhio corrono al cuore, all’esperienza, alla memoria, suscitando emozioni e riflessioni. L’autore di questa alchimia è Henri Cartier Bresson, uno dei maggiori fotografi contemporanei. A lui è dedicata la mostra inaugurata a Roma a Palazzo Incontro lo scorso 20 gennaio.
Quarantaquattro fotografie tra le più suggestive del maestro francese offrono una panoramica sintetica della sua lunga carriera. Uno sguardo, il suo, sempre puntuale e profondo, attento e originale, sul mondo; i protagonisti, gli avvenimenti principali così come i piccoli, apparentemente insignificanti ma densi di vita, “attimi decisivi” che lui – e solo lui – riusciva a cogliere con la sua macchina fotografica quando, come affermava, si riesce a “mettere sulla stessa linea di mira il cuore, la mente e l’occhio”.
Ognuna delle immagini è accompagnata dalle parole dei tanti amici e personaggi che da sempre hanno apprezzato il suo lavoro: solo per citarne alcuni, Kobo Abe, Gae Aulenti, Alessandro Baricco, Jean Baudrillard, Robert Delpire, Michèle Desbordes, Robert Doisneau, Anna Farova, Dominique Fernandez, Pierre Gascar, Mario Giacomelli, Ernst Gombrich, Milan Kundera, Arthur Miller, Jean-Pierre Montier, Beaumont Newhall, Ferdinando Scianna, Leonardo Sciascia, Antonio Tabucchi e Paul Virilio. Un percorso indimenticabile che accompagna lo spettatore dentro il mondo di Bresson, dentro la magia della sua capacità di cogliere l’attimo, l’unico, l’anima delle cose e dei soggetti.

Genere: mostra
Dove: ROMA
Palazzo Incontro – via dei Prefetti 22
Quando: 20 gennaio – 6 maggio
Orari: 10.00-19.00 (da martedì a domenica)
Info: www.fandangoincontro.it