• La terra di nessuno
  • Nelle mani degli Smirnov
  • Questionari in lingua russa
  • 5 rubli bagnati dal cognac
  • Il pranzo e poi... i servizi di sicurezza
  • Il saluto di Lenin
  • Tra leggenda e realtà
  • INFO POINT

Riferimenti:

5 RUBLI BAGNATI DAL COGNAC
Il ponte sul fiume Nistro, sul quale fanno bella mostra le truppe del 14° battaglione russo con tanto di carri armati spiegati a difesa degli “amici” separatisti, ci fa entrare in città. La sensazione è di trovarsi in un posto ordinato e sicuro, anche se i nostri telefoni cellulari, con scheda moldava, spesso non registrano alcun segnale. Il centro è a due passi, si raggiunge a piedi attraverso un parco in cui si alza imponente un monumento bronzeo al generale russo Suvorov, considerato eroe nazionale e fondatore della stessa città di Tiraspol. Proprio lì vicino, un uomo ha allestito una bancarella con oggetti usati, tenta di vendere un calzascarpe, una penna, un pennello, un paio di scarpe e pochi altri oggetti tutti logorati e pieni di polvere. Il consumismo da queste parti è un lusso di pochissimi, il resto della gente è povera.
Ulitsa 25 Oktober è la via principale della città, una larga e lunga strada in perfetto stile sovietico, decorata da enormi tabelloni che ripetono gli slogan del comunismo. Qui non mancano i moderni esercizi commerciali, destinati a rimanere semideserti dal momento che la gente comune percepisce uno stipendio medio mensile di 100 dollari. È forte il sospetto che le attività presenti in Transnistria siano legate al malaffare.
La giornata è splendida e la città, dinamica e viva, offre ampi spazi verdi, camminiamo per vie larghissime, lungo le quali le persone come le macchine si disperdono, qui non sanno neanche cosa sia una coda. A farci ombra ecco l’imponente palazzo-stabilimento della Kvint, che deve la sua fama al pregiato cognac prodotto proprio qui. L’importanza è tale che la fabbrica è raffigurata sulle banconote da 5 rubli!

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